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San Andrés (Colombia): l’Isola dai Sette Colori

Un Atterraggio da Sogno

Se pensavamo che il mare di Cartagena fosse bello, è perché ancora non eravamo atterrati a San Andrés. Già dal finestrino dell’aereo si capisce perché la chiamano “l’isola dai sette colori”: le sfumature di azzurro e turchese sono quasi accecanti.

San Andrés è un’isola particolare. Si trova nel mezzo del Mar dei Caraibi, all’altezza del Nicaragua. Piccola, vivace e con un’anima creola autentica che noi amiamo. Ecco come abbiamo vissuto i nostri ultimi giorni di paradiso prima di rientrare a Bogotá.

Soggiorno e trasporti

Per il nostro soggiorno abbiamo scelto il Capi’s Place, un B&B leggermente fuori dal caos del centro. È stata, a nostro avviso, la scelta migliore: tranquillità assoluta e un ottimo rapporto qualità-prezzo.

  • Come muoversi: Il centro (a nord) è molto trafficato. Per i trasporti, invece, tutti si muovono in scooter oppure in quad. Noi abbiamo noleggiato uno scooter 50 direttamente tramite i proprietari del B&B. È il modo più comodo per girare l’isola in totale libertà e in pochissimo tempo.

Purtroppo era oramai tardi per tuffarci al mare quindi abbiamo deciso di farci un giro per il centro. Dopo un caffè da Juan Valdez sul lungomare, ci siamo dedicati alla missione della vacanza: cercare il rum perfetto da portare a casa. Ancora non lo sapevamo ma questa sarebbe diventata la nostra tradizione per ogni viaggio futuro.

Sul lungomare poi abbiamo assistito a una quantità incredibile di matrimoni in spiaggia. Proprio uno di fianco all’altro. Se cercate una location per il “sì”, che sia per la prima volta o per il rinnovo delle promesse, sappiate che qui sono attrezzati!

Giorno 1: Relax a La Piscinita e Vibes Reggae

Il nostro primo incontro ravvicinato con il mare a San Andrés è stato a La Piscinita. Niente spiaggia di sabbia qui, ma una piscina naturale tra le rocce con un’acqua trasparente da non crederci. È un posto molto amato anche dalle famiglie locali, il che lo rende autentico e rilassante.

Dopo un po’ di snorkeling tra pesci tropicali coloratissimi, ci siamo spostati al Reggae Roots lì vicino per una birra e un po’ di sano relax. Atmosfera caraibica al 100% consigliamo assolutamente una visita. Il posto è piccolo per ovvie ragioni ma abbiamo comunque potuto affittare due lettini con vista.

Giorno 2: Pioggia, Cocktail e Rocky Cay

Il meteo caraibico sa essere imprevedibile. Siamo andati a Rocky Cay, ma un paio di ore dopo il nostro arrivo si è scatenato un diluvio universale. Ci siamo comunque rifugiati al bar The Grog, dove tra un Coco Loco (il cocktail tipico servito nel cocco) e un pranzo riparatore abbiamo aspettato che spiovesse.

Dopo pranzo siamo tornati un po’ in spiaggia ma il tempo continuava ad essere instabile. Siamo tornati così in B&B con la pioggia che ha continuato incessante per tutta la sera. Ad agosto in quella zona del mondo è normale. Siamo stati costretti quindi a rimanere a casa tutto il pomeriggio a goderci una birra sul balcone della stanza guardando un tramonto mozzafiato.

Giorno 3: Johnny Cay e El Acuario

Questo è stato uno dei giorni più belli del viaggio. Abbiamo preso una barca per un’escursione classica ma imperdibile:

  1. Johnny Cay (Islote Sucre): Un’isoletta da cartolina abitata da una colonia infinita di iguane verdi giganti. Esplorarla a piedi è un’esperienza surreale.
  2. El Acuario: Un banco di sabbia bianchissima nel mezzo dell’oceano. Qui abbiamo fatto snorkeling sorseggiando una birra Aguila ghiacciata tra un bagno e l’altro.

Nonostante siano le mete più in voga della zona consigliamo assolutamente di prenotare i tour per vedere questi luoghi. Di per sé sono posti bellissimi ma se vi piace anche lo snorkeling sono dei must.

Tornati a San Adres ci siamo preparati l’unica serata “romantica” che ci siamo organizzati durantie il viaggio. Abbiamo prenotato un tavolo a La Regatta, probabilmente il ristorante più famoso e romantico dell’isola. Noi abbiamo mangiato su un pontile direttamente sull’acqua. Location strepitosa e proprio nel bel mezzo della cena uno squalo è passato sotto il pontile a pochi metri da noi!

Il cibo era veramente squisito, abbiamo ordinato un’insalata di mare e granchio al burro e aglio (sublime), come starter, e gamberi al cocco e l’immancabile arroz de marisco come main course. Assolutamente consigliato!

Giorno 4: Il bagno con le Mante e gli Squali Nutrice

Visto l’entusiasmo che abbiamo provato e la bellezza di El Acuario abbiamo deciso di tornarci anche per il nostro ultimo giorno a San Andres. Ce ne eravamo innamorati già prima ma dopo questa seconda giornata è diventato proprio un posto speciale per noi.

Durante il tragitto, quasi arrivati alla lingua di sabbia, il capitano si è fermato all’impovviso. Al grido “manta ray” ci ha permesso di gettarci in mare in un punto relativamente basso dove abbiamo potuto fare il bagno con le mante.

Il vero colpo di scena è arrivato facendo snorkeling per conto nostro proprio a El Acuario. Sotto una roccia abbiamo avvistato due squali nutrice che riposavano. Nuotare così vicino a questi giganti gentili è un’emozione che non dimenticheremo mai.

Abbiamo chiuso in bellezza con un hamburger alla Beer Station sul lungomare, un posto semplice ma super consigliato per l’ultima sera.

Il rientro e i Souvenir

Il giorno dopo abbiamo salutato San Andrés per tornare un’ultima notte a Bogotá prima del rientro a Roma. Abbiamo sfruttato il tempo rimasto per gli ultimi acquisti di artigianato e, ovviamente, per assicurarci che le bottiglie di rum fossero ben protette negli zaini.

La Colombia ci ha regalato tre settimane di contrasti incredibili: dal caos urbano di Bogotá alla storia di Cartagena, fino alla natura selvaggia di San Andrés.

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